Trovata l’impronta della particella di Dio !!

LA PERTICELLA DI DIO

E’stata ‘’avvistata’’ da due esperimenti a guida italiana, condotti nel piu’ grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra. L’annuncio è stato dato oggi a Ginevra, in un seminario organizzato dal Cern nel quale i responsabili degli esperimenti Cms e Atlas, gli italiani Guido Tonelli e Fabiola Gianotti, hanno presentato i dati che individuano la massa della particella di Dio nell’intervallo di energia compreso fra 124 e 126 miliardi di elettronvolt (GeV), ciascuno con un margine di errore molto piccolo (compreso fra 2,5 e 3 deviazioni standard). Tuttavia, secondo la comunita’ dei fisici, questo margine di errore non e’ ancora sufficiente perche’ si possa parlare di una vera e propria scoperta. E’ certo, comunque,  che la lunga caccia alla particella di Dio non e’ mai stata cosi’ vicina al suo obiettivo.Adesso si dovranno innanzitutto combinare i dati dei due esperimenti e poi raccogliere ulteriori dati, in modo da raggiungere una statistica ancora piu’ significativa di quella attuale, che autorizzi a usare in modo inequivocabile il termine ‘’scoperta’’.Mai come oggi, comunque, la teoria sulla quale si basa la fisica contemporanea, chiamata Modello Standard, e’ vicina a completare il grande puzzle che spiega la materia: con l’’avvistamento’ del bosone di Higgs sta per essere riempito l’ultimo tassello vuoto. Ma per i fisici l’avventura e’ tutt’altro che conclusa: comincia un’altra caccia, forse ancora piu’ appassionante, a particelle completamente sconosciute e finora hanno fatto avvertire la loro presenza solo in modo indiretto, come quelle che compongono l’invisibile e misteriosa materia oscura che occupa il 25% dell’universo.

MA COS’E’ LA “PARTICELLA DI DIO”?

La particella di Dio grazie alla quale esiste la massa, il bosone di Higgs, e’ l’ultimo mattone necessario per confermare con i dati la teoria che costituisce il pilastro della fisica contemporanea, chiamata Modello Standard.L’esistenza di una simile particella e’ importantissima, alla luce delle conoscenze fisiche attuali perche’ senza la massa l’universo intero avrebbe un aspetto completamente diverso. Per esempio, se gli elettroni non avessero una massa non potrebbero esistere gli atomi e senza massa la materia ordinaria, quella che ogni giorno e’ sotto i nostri occhi, non esisterebbe. Per questo a partire dal 1964 i fisici hanno ritenuto indispensabile l’esistenza di una particella di questo tipo nel quadro delle teorie che descrivevano il mondo dell’infinitamente piccolo, il Modello Standard.Quest’ultimo e’ il modello che prevede l’esistenza di tutti gli ‘’ingredienti’’ fondamentali dell’universo cosi’ come lo conosciamo. Comprende 12 particelle elementari organizzate in due famiglie: i quark e i leptoni, che sono i veri e propri mattoni della materia (presenti nell’infinitamente grande, come nelle galassie, negli stessi esseri umani come nel mondo microscopico). Il Modello Standard prevede poi un’altra famiglia di 12 particelle, che sono i messaggeri delle tre forze della natura che agiscono nell’infinitamente piccolo (chiamate forza forte, elettromagnetica e debole). Di queste particelle-messaggero fanno parte, ad esempio, i componenti elementari della luce chiamati fotoni, e i gluoni, che sono la colla che unisce fra loro i mattoni della materia, come i quark all’interno del nucleo dell’atomo.‘’Questi 24 attori sarebbero dei burattini immobili se non venissero animati da qualcosa in grado di dare loro una massa’’, spiega il fisico teorico Antonio Masiero, della giunta esecutiva dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). A ‘’far recitare’’ i 24 attori del Modello Standard è il bosone di Higgs. ‘’Grazie ad esso le particelle cominciano a interagire fra loro e, rallentate dall’attrito, non viaggiano piu’ alla velocita’ della luce e acquisiscono una massa.

fonte:ansa

Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org    

Grazie alla tecnologia il cervello potrà imparare a sua insaputa

 

LO SPIEGANO GLI SCIENZIATI

Della Boston University e degli Atr Computational Neuroscience Laboratories di Kyoto.Il cervello di uomo riceve impulsi dall’esterno e il corpo comincia a svolgere funzioni che fino ad allora non era mai stato capace di svolgere così bene. Sembra la scena di un film di fantascienza. Ma presto, in un futuro non molto remoto, potrebbe diventare realtà.

 

 

IMPULSO DALL’ESTERNO

Stando una ricerca pubblicata sulla rivista Science grazie alla tecnologia, senza aver bisogno di uno sforzo cosciente, si potrebbe imparare a suonare il pianoforte, a ridurre lo stress mentale, a colpire con precisione una palla. Lo studio si rifà ad alcuni esperimenti condotti presso la Boston University e gli Atr Computational Neuroscience Laboratories di Kyoto, in Giappone. È stato dimostrato come attraverso la corteccia visiva primaria, i ricercatori possono indurre schemi di attività cerebrale capaci di soddisfare un obiettivo precedentemente conosciuto e migliorare delle prestazioni su ‘compiti’ visivi. L’operazione avverrebbe attraverso l’utilizzo della risonanza magnetica funzionale fMRi, cioè dell’imaging a risonanza magnetica utilizzato per valutare la funzionalità di un organo o un apparato.

 

L’INTERROGATIVO

Le perplessità non mancano. Il miglioramento delle proprie funzioni visive può avvenire anche senza che la persona sottoposta al test sia consapevole di essere sottoposta ad un intervento sul suo cervello. Uno scenario allarmante che farà discutere più di ogni cosa quando sarà il momento di usufruire della scoperta. La ricerca è stata sostenuta dalla National Scince Foundation, dal National Institute of Health e dal ministero dell’Istuzione e della Cultura giapponese.

 

Fonte: giornalettismo.com

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TUMORI – INDIVIDUATA LA PROTEINA RESPONSABILE DELLA DIFFUSIONE DELLE METASTASI

LA PERIOSTINA E’ LA PROTEINA

Indispensabile al tumore per sviluppare le metastasi; è stata individuata dai ricercatori svizzeri che hanno anche creato in laboratorio un anticorpo capace di neutralizzarla.Forse in futuro questo studio, recentemente pubblicato da Nature, potrebbe rivelarsi un importantissimo punto di partenza per valutare una strategia terapeutica che inibisca una parte degli effetti devastanti del tumore; per il momento i ricercatori della Fondation Isrec di Losanna ci tengono a mantenere una certa cautela e a non alimentare falsi ottimismi.Tuttavia gli scienziati sono autori di una scoperta effettivamente molto significativa: nei laboratori dell’istituto svizzero avrebbero individuato la proteina indispensabile affinché nel corpo si sviluppino le metastasi. Senza la periostina, infatti, le cellule staminali del cancro, quelle che diffondendosi nell’organismo originano le metastasi molto spesso letali a causa delle complicazioni che comportano, non trovano il «terreno fertile» per proliferare.

 

LA PERIOSTINA E’ NATURALMENTE PRESENTE NELL’UOMO

Fondamentale per lo sviluppo fetale, resta attiva in età adulta in alcune aree determinate quali ghiandole mammarie o ossa. I ricercatori, che hanno concentrato le proprie osservazioni proprio sulle metastasi ponendo in secondo piano il tumore da cui vengono originate, hanno isolato la proteina scoprendo che in sua assenza le cellule staminali che sviluppano la metastasi restano inattive nella propria «nicchia».Gli studiosi hanno anche creato in laboratorio un anticorpo capace di neutralizzare i danni causati della periostina: aderendo alla proteina la rende non più operativa, distruggendo l’ambiente ideale per le formazioni neoplastiche secondarie. Nel corso di questi esperimenti, minimi effetti collaterali si sono manifestati sui topolini: cionondimeno gli scienziati sono molto prudenti sulla possibilità di creare un anticorpo che sia ugualmente efficace per gli esseri umani. Ma riuscire nell’impresa sarebbe una vera svolta nella lotta contro questo terribile male.

 

 fonte : http://www.tecnologiaericerca.com/

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Super memoria? Basta “spegnere” una molecola del cervello.

 

INIBENDO UNA PROTEINA COINVOLTA NEL MECCANISMO DI RISPOSTA IMMUNITARIA

La PKR, è stato notato un notevole incremento delle capacità mnemoniche e di apprendimento; la scoperta potrebbe aprire a nuovi orizzonti nello studio di terapie per i disturbi della memoria. Agire sui processi di apprendimento, potenziandoli ed incrementando così la memoria, semplificando notevolmente alcuni aspetti dell’esistenza? A qualcuno potrebbe sembrare un sogno e, invece, stando a quanto scoperto dai ricercatori del Baylor College of Medicine di Houston, in Texas, coordinati da Mauro Costa-Mattioli, basterebbe agire su una molecola. Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati dalla rivista Cell, ha analizzato la funzione della Proteina Chinasi R, molecola coinvolta nel meccanismo di risposta immunitaria dell’organismo; il team si è concentrato su un aspetto fino ad ora ritenuto secondario di PKR, ovvero sulle caratteristiche alterazioni della proteina che presentano le persone affette da disturbi cognitivi, approfondendone, dunque, la funzione nei mammiferi.

http://www.fanpage.it

Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org