Biberon: nuovo allarme sul bisfenolo

Un nuovo allarme sul bisfenolo A, una sostanza sulla cui pericolosità abbiamo più volte documentato, e su cui l’Efsa aveva stabilito la dose giornaliera tollerabile. -Divieto completo in Francia-

Nuovo allarme sul Bisfenolo A (BPA), che attualmente in Europa è bandito dai biberon per bambini, ma è utilizzato nella maggior parte dei contenitori per cibi. Secondo l’Autorità francese per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro (Anses) il BPA rappresenta un serio rischio per la salute umana, soprattutto per le donne in gravidanza e i bambini fino a 3 anni. Di conseguenza il governo francese ha già approvato un disegno di legge che vieta l’uso del composto in qualunque contenitore alimentare a partire dal 2014.Per questo si è dovuta muovere anche l’Efsa, su richiesta della Commissione europea. Secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare le informazioni contenute nella relazione dell’Anses non giustificano una modifica delle considerazioni espresse già nel parere del 2010 sulla sicurezza del BPA. Anche perché il lavoro condotto dall’Anses si è limitato all’identificazione del pericolo mentre l’Efsa ha effettuato una valutazione del rischio completa del BPA.Comunque l’Autorità europea ha in corso un programma per monitorare gli sviluppi scientifici in merito al BPA e conferma che “permangono incertezze sulla possibile rilevanza per la salute umana di alcuni effetti associati al BPA, osservati a basse dosi nei roditori”. Per questo l’Efsa riconsidererà il proprio parere anche alla luce di alcuni nuovi studi attualmente in corso negli Stati Uniti, che saranno disponibili nel 2012 e potrebbero gettare nuova luce sulla questione.La dose giornaliera tollerabile per il Bisfenolo A, stabilita dall’Efsa per la prima volta nel 2006 e riconfermata nel 2010, viene fissata per tutelare tutti i vari gruppi della popolazione rispetto all’esposizione a tale sostanza tramite la dieta nel corso dell’intera vita. Attualmente la dose giornaliera tollerabile è di 0,05 milligrammi/chilogrammo di peso corporeo.

 

Fonte: Help Consumatori

Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org

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