UN GENERALE DELLA NATIONAL DEFENSE UNIVERSITY CINESE
Afferma che la Cina non dovrebbe esitare a proteggere l’Iran, anche se ciò dovesse significare la terza guerra mondiale, mentre diverse navi da guerra statunitensi vengono spedite nella regione, tra crescenti tensioni. Secondo NDTV, un notiziario cinese per l’estero, riguardo la recente speculazione che l’Iran sia il bersaglio di un attacco israelo -statunitense, il generale Zhang Zhaozhong ha commentato che “la Cina non esiterà a proteggere l’Iran, anche a costo della terza guerra mondiale, dichiarazione descritta come sconcertante da alcuni”. La notizia cita anche il professor Xia Ming che parafrasando Zhaozhong, se esiteremo a combattere una terza guerra mondiale, lo sarebbe solo per esigenze politiche interne. La Cina ha ribadito con veemenza la sua alleanza con l’Iran nelle ultime settimane, soprattutto ieri quando si è rifiutata di criticare l’Iran per il raid contro l’ambasciata britannica a Teheran, promosso da studenti iraniani, all’inizio di questa settimana .Sia la Cina che la Russia hanno messo in chiaro che porranno il veto su qualsiasi autorizzazione dell’ONU a una azione militare contro l’Iran, in seguito all’idea che l’Iran sia sul punto di sviluppare un’arma nucleare. La Cina ha preso atto delle dure reazioni da parte dei paesi più interessati a questo evento, ed è preoccupata per l’evolversi della situazione, ha detto oggi la portavoce del ministero degli esteri cinese, Hong Lei Speriamo che i paesi interessati mantengano la calma e la moderazione ed evitino di intraprendere azioni emotive che possano portare allo scontro.
In uno sviluppo correlato, altre tre navi da guerra statunitensi sono state inviate, assieme alla USS John C. Stennis, nella regione della quinta flotta. Assieme alla Stennis, una superportaerei a propulsione nucleare classe Nimitz, già di stanza proprio al di fuori delle acque territoriali iraniane, è appena stata schierata la portaerei USS Carl Vinson, proveniente dal porto nazionale, per unirsi alla 5.ta flotta degli Stati Uniti.“Oltre alla USS Carl Vinson, anche l’incrociatore lanciamissili USS Bunker Hill e il cacciatorpediniere lanciamissili USS Halsey partiranno alle 2 del pomeriggio”, riferisce NBC di SanDiego, aggiungendo che le navi sono dirette verso il Medio Oriente.I timori di un imminente assalto militare contro la Siria sono stati provocati quando la USS George HW Bush ha lasciato il teatro abituale delle operazioni, per posizionarsi al largo della costa siriana (notizia falsa NdT), ma la nave da guerra ha ormai completato la sua missione e sta navigando verso casa, il porto di Norfolk, Virginia.
Traduzione di Alessandro Lattanzio
http://www.statopotenza.eu
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L’AFGANISTAN E’ IL PIU’ GRANDE PRODUTTORE
E esportatore di oppio nel mondo di oggi, coltivando il 92 per cento del mercato dell’oppio mondiale. Ma ciò che può scuotere molti è il fatto che l’esercito statunitense ha avuto specificamente il compito di sorvegliare i campi di papavero afgani, da cui deriva l’oppio, al fine di proteggere questo settore multimiliardario che arricchisce Wall Street, la CIA, MI6, e vari altri gruppi che traggono grande profitto da questo traffico illecito di droga. Prima dei tragici eventi dell’11 settembre 2001, l’Afghanistan non era certo un giocatore in crescita nel mondo del papavero, che viene utilizzato per produrre sia eroina illegale che morfina di classe farmaceutica. In realtà, i talebani erano stati attivi nel distruggere i campi di papaveri come parte di uno sforzo per liberare il paese da questa pianta nociva, come è stato riportato dal Pittsburgh Post-Gazette il 16 febbraio 2001, in un pezzo intitolato “la produzione di oppio nazione praticamente spazzata via”. Ma dopo l’11 settembre, il complesso militare-industriale statunitense invase rapidamente l’Afghanistan e cominciò a facilitare la reintegrazione del settore del papavero nel paese.
SECONDO IL PROGRAMMA DELLE NAZIONI UNITE
Per il controllo della droga (UNDCP), la coltivazione di oppio è aumentato del 657 per cento nel 2002 dopo che le forze armate Usa hanno invaso il paese sotto la direzione dell’allora presidente George W. Bush (http://www.infowars.com/fox -news-ma …). Più di recente,The New York Times(NYT) ha riferito che il fratello dell’attuale presidente afghano Hamid Karzai era stato effettivamente sul libro paga della CIA per almeno otto anni prima di queste informazioni diventassero pubbliche nel 2009. Ahmed Wali Karzai è stato un giocatore fondamentale per ripristinare il traffico di droga nel paese, noto come Golden Crescent, e la CIA ne ha finanziato il tentativo dietro le quinte (http://www.infowars.com/ny-times-af …). “Il commercio della droga Golden Crescent, lanciato dalla CIA nei primi anni 1980, continua ad essere protetto dai servizi segreti americani, in collegamento con le forze di occupazione NATO e le forze armate britanniche“, ha scritto il Prof. Michel Chossudovsky in un rapporto del 2007, prima che fosse rivelato che Ahmed Wali Karzai era stato sul libro paga della CIA. “Il ricavato di questo lucroso contrabbando di miliardi di dollari sono depositati nelle banche occidentali. Quasi la totalità dei ricavi derivano per gli interessi aziendali e organizzazioni criminali fuori dell’Afghanistan” (http://www.thirdworldtraveler.com/A …). Ma i mezzi di comunicazione mainstream diffondono una storia diversa al pubblico americano. FOX News, per esempio, ha mandato in onda un pezzo di propaganda nel sostenere che il personale militare si trovano a dover proteggere i campi di papavero afgano, piuttosto che distruggerli, al fine di mantenere la gente del posto felice e per evitare un potenziale “rischio sicurezza” nel 2010. Così, mentre decine di migliaia di americani continuano a essere feriti o uccisi ogni anno da overdose da farmaci provenienti da questo commercio illegale di oppio, e mentre la coltivazione di piante innocue come la marijuana e la canapa rimane illegale negli Stati Uniti, l’America militare resta attivamente a guardia dei campi di papavero in Afghanistan che alimentano il commercio globale della droga. C’è qualcosa di terribilmente sbagliato in questo quadro.
Fonte : AltraNews
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PRANZI E CENONI GRAVATI DALL’INCREMENTO DEGLI ADDITIVI
Nei prodotti industriali, di cui si abusa solitamente intorno alle feste…Secondo una ricerca dell’Aduc, gli additivi negli alimenti sono aumentati del 4% negli ultimi 10 anni: coloranti, conservanti, antimicrobici e antiossidanti, esaltatori di sapore, agenti di rivestimento, aromi naturali e artificiali, stabilizzanti, gelificanti, lievitanti, emulsionanti, acidificanti.Questo esercito di sostanze sono presenti soprattutto in quegli alimenti con un alto processo di industrializzazione. Il consumatore li vede scritti sotto la voce ingredienti nelle etichette dei prodotti, senza però capire esattamente cosa siano e cosa facciano.Intanto si può dire che sommati tra loro diventano responsabili dell’aumento del 5% delle allergie alimentari, rischio che fisiologicamente aumenterà nel prossimo periodo di abbuffate natalizie.Comunque, un uso eccessivo degli additivi può causare danni alla salute, poiché il potenziale effetto dannoso è in rapporto alla dose e al peso del consumatore e i primi a soffrirne sono i bambini, per l´uso di prodotti contenenti additivi e per il minor peso corporeo.Ad esempio i nitrati e nitriti di sodio e potassio, contenuti nelle carni preparate (salumi, prosciutti, ecc), interferiscono con la presenza di vitamina A e B1 e possono modificare il funzionamento della tiroide; in particolare i nitriti possono trasformarsi in nitrosammine, composti cancerogeni. I solfiti, contenuti nei crostacei, nel vino, nella frutta secca e candita, funghi secchi, ecc., possono dar luogo a reazioni allergiche come le asme bronchiali e l´orticaria. I fosfati, contenuti in budini, gelati, latte concentrato, prosciutto cotto, possono determinare una insufficiente calcificazione delle ossa. E via di questo passo.La soluzione è ovvia e sempre la stessa: evitare prodotti con complicate lavorazioni industriali, preferire alimenti freschi, di stagione, e con un’etichetta in cui la lista di ingredienti non sia kilometrica.
Fonte: Greenreport
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Oramai indicata come il “villano” globale, tutte hanno una storia criminale che include, tra gli altri reati, gravi disastri ambientali e contro la vita umana. Tutte, una volta scoperte, hanno cercato di rifuggire le proprie colpe, tentando di deformare la realtà con menzogne e/o con la corruzione. Il fatto che tutti gli OGM siano omologati e che la contaminazione è un delitto per le vittime significa che qualunque paese autorizzi gli OGM di fatto consegna la propria sovranità alle decisioni di alcune multinazionali che agiscono secondo loro esigenza di lucrare. Inoltre, trattandosi di queste imprese, autorizzare la semina di OGM vuol dire consegnare i semi, i contadini e la sovranità alimentare a un pugno di criminali in grande scala. Crimine organizzato, legale.Recentemente un tribunale in India si è pronunciato, dopo circa venti anni di richieste della parte lesa, su un caso che riguarda una di queste imprese: Dow. Parliamo di uno dei peggiori incidenti industriali della storia: un’enorme fuga “accidentale” di gas tossico della fabbrica agrochimica Union-Carbide, nel Bhopal in India, nel 1984. I comitati dei sopravvissuti (www.bhopal.net) stimano che sono morte più di 22 mila persone e che 500 mila hanno avuto conseguenze permanenti. 50 mila sono così malate da non poter lavorare per mantenersi. Recenti studi confermano che anche i figli delle vittime hanno avuto danni. La percentuale delle deformazioni nelle nascite in Bhopal è di 10 volte superiore al resto del paese, la frequenza del cancro molto più elevata della media. L’acqua di oltre 30 mila abitanti del Bhopal è ancora contaminata dalla fuga dei gas. Le vittime e i familiari hanno lottato duramente per decenni perché venissero curate e fossero pagate le spese mediche delle persone colpite, per la ripulitura del luogo e per portare a giudizio i responsabili.
DOW HA COMPRATO LA MULTINAZIONALE UNION-CARIBE NEL 2001
È stata una succulenta espansione della lucrosa vendita di agenti tossici e un modo di proseguire gli affari liberandosi dalla cattiva reputazione causata dall’incidente. Secondo il contratto di acquisto, Dow si sarebbe fatta carico di tutte le responsabilità della Union-Carbide. Dow aveva preventivato 2 miliardi e 200 milioni di dollari per potenziali risarcimenti dovuti all’amianto negli Stati Uniti, ma nemmeno un dollaro per pagare le indennizzazioni dovute in India, dimostrando che per loro la vita della gente dei paesi del sud del mondo non conta nulla. Non si è mai presentata nei tribunali in India. Anzi, ha assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti delle vittime, chiedendo risarcimenti per migliaia di dollari a chiunque avesse manifestato davanti alla sede dell’impresa per il disastro del Bhopal.L’8 giugno 2010, un tribunale ha emesso un verdetto per 8 dirigenti della Union- Carbide. La sentenza per la morte di 22 mila persone è di un cinismo feroce: due anni di carcere e circa 2 mila dollari di multa per ognuno di loro, nonostante nessuno dei sei sistemi di sicurezza della fabbrica fosse in funzione per così poter ridurre i costi . Warren Anderson, presidente della Union-Carbide al momento dell’esplosione e principale responsabile dell’incidente, è fuggito negli Stati Uniti dove continua a vivere nel lusso, difeso dalle richieste di estradizione dagli avvocati della Dow.
LUNGI DALL’ESSERE UN CASO ISOLATO
Di un’azienda diversa, Dow già aveva familiarità col genocidio. Ha fabbricato il napalm usato in Vietnam e condivide con Monsanto la produzione dell’Agente Arancio, anche questa sostanza tossica è stata usata in Vietnam e tuttora causa deformazioni nei nipoti delle vittime. Anche in quel caso, Dow e Monsanto hanno cercato di evitare qualunque compensazione, pagando alla fine una minuzia. Più recentemente, Dow si trova sotto processo per vendita e promozione – pur consapevole delle gravi conseguenze – dell’agrotossico Nemagon (DBCP) in vari paesi latinoamericani, che ha provocato sterilità nei lavoratori delle piantagioni di banane e deformazioni congenite nei loro figli (www.elparquedelashamacas.org). Questi orrori non sono un’eccezione, ma all’ordine del giorno nelle imprese di OGM, che sistematicamente disprezzano la vita umana, la natura e l’ambiente per aumentare i propri profitti. È bene ricordare, ad esempio, che Syngenta ha coltivato illegalmente mais transgenico in aree naturali protette del Brasile e, in seguito alle occupazioni per protesta da parte del Movimento dei Senza Terra, ha assoldato una milizia armata che ha sparato a bruciapelo a Keno, del MST, ammazzandolo. Monsanto in questo momento sta cercando di sfruttare la tragedia provocata dal terremoto a Haiti per imporre la contaminazione e la dipendenza del paese dai suoi semi modificati. DuPont ha continuato a vendere gli agrotossici – già proibiti negli Stati Uniti, come il Lannate (merhomyl) – nell’Ecuador, Costa Rica e Guatemala dove ha provocato l’avvelenamento di migliaia di contadini. Basf E Bayer sono accusate di fatti simili.Possiamo credere a queste imprese sul fatto che gli OGM non hanno conseguenze ambientali né sulla salute e che se ci dovesse essere una contaminazione transgenica di tutto il mais, loro sarebbero vigili e la terrebbero sotto controllo?
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