PER GLI IRRIDUCIBILI DELLA BESTEMMIA SU FACEBOOK
può scattare la denuncia. Il blog cattolico Pontifex ha infatti dichiarato guerra ai gruppi su Fb che propagandano la bestemmia, denunciandoli penalmente e chiedendone «l’immediato oscuramento». La denuncia è stata presentata ai sensi dell’articolo 724 del Codice Penale – così come modificato da una sentenza della Consulta nel 1995 e da un decreto legislativo del 1999 – che punisce «chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità». Pontifex chiede una sanzione pecuniaria da 51 a 309 euro per ogni iscritto («reo di bestemmia») ai gruppi Facebook di cui produce un dettagliato elenco chiedendone la chiusura: sono sette i gruppi del popolare social network nel mirino di Pontifex, tra cui la «Confraternita dei Frati bestemmianti», il «Club della bestemmia», «Radio Bestemmia». «Siamo certi – dicono al blog e quotidiano cattolico – che la Polizia postale e lo staff di Facebook interverranno con solerzia».
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COSI’ GRANDE CHE SI MANGIA UNA CAROTA
come fosse un porcellino d’India. Si chiama Weta Gigante e si tratta di un particolare genere di grillo senza ali, endemico della Nuova Zelanda e sulle isole lontane della costa.
I PRIMI ESEMPLARI FOSSILI
A cui questi giganteschi grilli somigliano risalgono a 100 milioni di anni fa.Non morde, non scalcia e a causa del peso non salta, ma si difende alzando le zampe ricche di spine. Questo particolare Weta Gigante è il più grande mai fotografato ed è stato immortalato da Mark Moffett, che lo ha nutrito con una carota per “fare amicizia”.
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LA RETE DI CONTROLLO DELLE SOCIETA’MULTINAZIONALI
Influenza la concorrenza del mercato oltre alla stabilità finanziaria a livello globale. Ricercatori in Svizzera hanno studiato l’architettura della rete internazionale di proprietà e l’ammontare del controllo detenuto da ciascuna azienda mondiale. I risultati, pubblicati sulla rivista PLoS ONE, mostrano che le aziende multinazionali fanno parte di un enorme struttura “a cravatta” e che una grande parte del controllo è mantenuta da un piccolo ma solido “nucleo” di istituzioni finanziarie. I ricercatori chiamano questo nucleo una “superentità” economica. Lo studio è stato in parte finanziato dal progetto FOC-II (“Forecasting financial crises”) che ha ricevuto quasi 1,9 milioni di euro nell’ambito del tema “Tecnologie dell’informazione e della comunicazione” (TIC) del Settimo programma quadro (7° PQ).Sebbene molte persone credano da tempo che una manciata di società domina l’economia globale, nessuno studio è stato in grado di confermare o confutare questa teoria. Raccogliere le informazioni quantitative non è un compito facile, le aziende potrebbero infatti controllare altre aziende direttamente o indirettamente.Per trovare la struttura di controllo e le sue implicazioni, in particolare come influenzano l’economia globale, i ricercatori della Cattedra di progettazione di sistemi dell’Istituto federale svizzero di tecnologia a Zurigo (ETH Zurich) hanno identificato un piccolo gruppo di aziende che hanno un potere sproporzionato sull’economia mondiale. Il team ha ottenuto questo risultato studiando la relazione tra 43.000 compagnie multinazionali.
PARTIAMO DA UNA LISTA DI 43.060 SOCIETA’
Transnazionali identificate sulla base della definizione dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), presa da un campione di circa 30 milioni di enti economici contenuti nel database Orbis 2007″, scrivono gli autori. “Effettuiamo poi una ricerca ricorsiva che identifica, per la prima volta a quanto ci risulta, la rete di tutti i percorsi di proprietà che partono da e arrivano a società transnazionali. La rete che ne risulta comprende 600.508 nodi e 1,1 milioni di legami di proprietà.”Nello studio, i ricercatori hanno scoperto un nucleo di 1.318 società con proprietà concatenate. Ognuna delle 1.318 società aveva collegamenti con almeno 2 società o più. In media, ogni società era legata a 20 altre.Il team sottolinea che sebbene il nucleo rappresenti il 20% dei ricavi di esercizio del mondo, le 1.318 sembrano possedere, attraverso le loro partecipazioni, la maggior parte delle grandi aziende di capitalizzazione e manifatturiere del mondo. Queste ultime sono da molti considerate la “vera economia” e rappresentano un altro 60% dei redditi mondiali. Hanno anche scoperto che appena 147 società controllano il 40% della ricchezza della rete, quello che molte persone conoscono come l’”1%”.“Questa eccezionale scoperta solleva almeno due interrogativi che sono fondamentali per capire il funzionamento dell’economia globale,” scrivono gli autori dello studio. “Prima di tutto, quali sono le implicazioni per la stabilità finanziaria mondiale? Si sa che le istituzioni finanziarie costituiscono contratti finanziari, come strumenti derivati di prestito o credito, con diverse altre istituzioni. Questo permette loro di diversificare il rischio, ma, allo stesso tempo, li espone al contagio. Sfortunatamente, le informazioni su questi contratti spesso non sono divulgate per motivi strategici. In vari paesi però l’esistenza di tali legami finanziari è collegata all’esistenza di relazioni di proprietà. Così, nell’ipotesi che la struttura della rete di proprietà sia una buona rappresentazione di quella della rete finanziaria, questo implica che la rete finanziaria globale è anch’essa molto intricata.”I ricercatori dicono che la loro metodologia si può usare per identificare nodi significativi in qualsiasi rete reale nella quale una quantità scalare, come le risorse, scorre lungo legami diretti e ponderati.
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Le etichette della Nutella mentirebbero, riportando informazioni nutrizionali false e presentando un alimento ipercalorico come un prodotto ricco di vitamine e sali minerali.È la crema alla nocciola più famosa del mondo, ma questo non l’ha preservata dagli strali della giustizia tedesca, localizzata in un Tribunale di Francoforte che ha pronunciato la dura sentenza: Nutella mente sulle proprie etichette, presentando un prodotto nutriente, ricco di vitamine e senza specificare adeguatamente che si tratta di un alimento ipercalorico, pieno di zuccheri e grassi.Al verdetto fa seguito la condanna: Nutella dovrà obbligatoriamente modificare le etichette di tutti i barattoli in terra di Germania, pena il pagamento di 250 000 euro per ogni violazione, ovvero per ogni confezione su cui non saranno aggiunte le informazioni nutrizionali corrette che rimpiazzeranno le precedenti, ritenute ingannevoli perché scritte in maniera fuorviante.
L’UNIONE FEDERALE DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI TEDESCHI
Bundesverband der Verbraucherzentralen si era rivolta ai giudici denunciando, attraverso i propri legali, che sulle etichette le percentuali del fabbisogno quotidiano di grassi e carboidrati si riferirebbero ad una porzione da 15 grammi, mentre, in un altro colore, sarebbero indicati i dati relativi a vitamine e sali minerali per ogni 100 grammi: in pratica, per coprire il fabbisogno giornaliero di vitamine, bisognerebbe mangiare un quarto di barattolo. Considerando, come ha specificato uno degli avvocati dell’associazione, che l’acquirente guarda innanzitutto le percentuali, il passo per arrivare a fraintendere i dati, credendo che Nutella contenga meno grassi e più vitamine, è molto breve; le etichette mentirebbero, facendo apparire il prodotto di livello superiore agli altri presenti tra gli stessi scaffali del supermercato, inducendo il consumatore ad una scelta condizionata da informazioni scorrette. Ferrero Deutschland ha comunque annunciato il ricorso, pur impegnandosi a modificare i valori nutrizionali sulle confezioni, a partire dal prossimo anno; la notizia, pubblicata su Welt online giunge non a caso dalla Germania, paese in cui le associazioni dei consumatori hanno molto potere e sono fortemente appoggiate dalla giustizia e dal potere politico, soprattutto nelle campagne che coinvolgono la lotta contro l’obesità.
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