Ora le sigarette si spengono da sole (e qualcuno teme siano difettate)

 IN POCHI SI ACCORGONO DELLA NOVITA’E RESTITUISCONO I PACCHETTI

La carta è tre volte più spessa e lascia passare meno ossigeno. Il presidente provinciale: «Attenzione però, funzionano solo in posizione orizzontale»I fumatori nervosi e compulsivi non se ne saranno nemmeno accorti, ma quelli meditativi, abituati ad appoggiare la sigaretta nel portacenere e poi riprendere a inspirare dopo una lunga pausa, da qualche tempo restano perplessi: le sigarette si spengono da sole. Inutile lamentarsi, o restituire il pacchetto, come hanno fatto alcuni, pensando che sia difettato: è l’effetto della nuova legge europea, recepita anche in Italia da tre settimane, in virtù della quale i grandi produttori devono far entrare in commercio solo sigarette «autospegnenti». «È stata cambiata la carta – spiega Gianni Pasquetto, titolare della tabaccheria in piazza Cittadella – adesso ne viene utilizzata una a tre strati meno porosa, che lascia filtrare meno ossigeno. In pratica se si smette di tirare a lungo, dopo circa venti secondi la sigaretta si spegne da sola». La normativa serve a ridurre il rischio d’incidenti domestici, piuttosto rari ma molto pericolosi, che si verificano quando per esempio ci si addormenta a letto o in poltrona col tizzone acceso e questo poi cade per terra provocando un incendio. «Le prove che abbiamo condotto – fa sapere Roberto Forini, presidente provinciale della Fit, federazione italiana tabaccai, nonché titolare della tabaccheria della Stazione di Porta Nuova – ci dicono che l’effetto non è garantito. Se la sigaretta viene appoggiata in una posizione sostanzialmente orizzontale si spegne, ma se resta in verticale continua a bruciare».

 I PACCHETTI CHE CONTENGONO

le nuove sigarette a norma sono identici ai precedenti, cambia qualche dettaglio per quel che riguarda le stecche. «Philip Morris ha aggiunto un asterisco, come pure British American Tobacco. Japanese Tobacco International ha tinto di rosso la riga che serve ad aprire il nylon della stecca». Particolari di cui alcuni tabaccai non si sono nemmeno accorti. «Per noi sotanzialmente non cambia nulla – chiarisce Forini – perché possiamo tranquillamente vendere le sigarette di vecchio tipo fino ad esaurimento scorte. La legge ha invece imposto, a partire dallo scorso primo novembre, che i distributori non possano più fornire ai tabaccai sigarette tradizionali». In sostanza l’unico luogo della città interessato dalla novità è stato il magazzino fiscale di Borgo Roma: da lì le sigarette «vecchie» sono partite per raggiungere il centro di smistamento di Bologna, e poi sono state riconsegnate ai produttori che hanno dovuto mandarle al macero. I costi dell’operazione sono perciò ricaduti sulle spalle sempre robuste di Big Tobacco. Qualche inconveniente si è comunque verificato: diversi fumatori esterrefatti si sono presentati in tabaccheria chiedendo di sostituire pecchetti che a loro, dopo decenni di vizio incallito, sembravano terribilmente difettosi.

fonte : http://corrieredelveneto.corriere.it

2 Comments

  1. ATTENZIONE:
    La Carta non c’entra nulla!!! E’ tale e quale a prima. Qualche porcheria è stata aggiunta al tabacco.
    Fatto sta che è impossibile conoscere quale composto sia stato aggiunto al tabacco per ottenere l’effetto autoestinguente, La storia della carta modificata è una bufala! Basta smontare una sigaretta per rendersene conto. Sarà un diritto del cittadino conoscere la composizione chimica dell’intruglio? Non sono affatto tranquillo, attenzione che moltissimi composti chimici sottoposti ad alte temperature diventano CANCEROGENI per davvero, ma tanto loro, i Crociati contro il fumo ce lo avevano scritto sul pacchetto: “Guarda che devi Morire”, vuoi vedere che sono passati dalle parole ai fatti?
    Secondo me ci sarebbe da fare uno sforzo comune per far intervenire i NAS, ma non saprei da che parte cominciare.

    Ciao, Roby.

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