Svizzera: gli italiani, cavie volontarie di farmaci in cambio di soldi

 ROMA

Mercoledì 9 novembre è andata in onda su RaiTre un’inchiesta di Federico Ruffo sugli italiani, tanti, che ogni anno vanno in Svizzera per fare da cavie per i test farmacologici in cambio di soldi. Il giornalista ha condotto un’inside story fingendosi una cavia volontaria. Nell’Italia della crisi, quello delle cavie umane è un mercato fiorente, soprattutto nel nord della Lombardia, perché il maggior datore di lavoro sono le cliniche svizzere a cui le grandi case farmaceutiche si rivolgono per testare vecchi e nuovi farmaci su soggetti umani.

 

 

 

SI LEGGE SU REPUBBLICA :

 

“‘La cura” è il viaggio all’interno di questo mondo, fatto di flebo, sonde, prelievi, farmaci da testare, ma soprattutto storie di famiglie che decidono di sottoporsi ai test per arrotondare, per restare a galla o semplicemente per avere uno stile di vita migliore. Dopo la lunga trafila per essere inserito nelle liste dei cosiddetti “volontari”, il nostro inviato, con l’ausilio di telecamere nascoste, per un mese si è trasformato nella cavia di una delle 3 cliniche del Canton Ticino che recluta soggetti sani per i propri test, sottoponendosi a test ed esperimenti, per documentare una realtà conosciuta a una cerchia ristrettissima di persone. 1200 euro in cambio di 6 giorni di ricovero complessivi, un mese di stipendio da portare a casa in poche ore un mercato troppo ghiotto per chi è in difficoltà economiche. In cambio basta mettere a disposizione il proprio corpo e il proprio sangue, per testare gli effetti collaterali di un antiacido per lo stomaco e di un potente farmaco per le disfunzioni alla tiroide“.

 

fonte : http://www.blitzquotidiano.it

 

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