Fukushima, possibile fissione nucleare

Iniettato acido borico nel reattore numero 2 per testare una eventuale reazione

La Tepco, società che gestisce la disastrata centrale nucleare giapponese di Fukushima, ha cominciato a iniettare acido borico nel reattore numero 2 per controllare un’eventuale reazione nucleare dopo la rilevazione di possibili segnali di fissione.Lo ha reso noto mercoledì la stessa Tepco, precisando che per ora non si sono registrati cambiamenti nei livelli delle temperature.Con le temperature invariate non sono state segnalate maggiori anomalie, quali aumento della pressione o delle radiazioni presso il reattore, il cui combustibile, si ritiene, si sia parzialmente fuso con la distruzione dei sistemi di raffreddamento a seguito dell’impatto del devastante tsunami dell’11 marzo.

Rilascio di isotopi di xenon?

Il reattore n.2 era ormai considerato vicino alla messa in sicurezza con la temperatura nella parte inferiore del suo involucro scesa ampiamente sotto i 100 gradi. L’Agenzia nipponica per la sicurezza nucleare sta facendo verifiche per accertare l’ipotesi del rilascio degli isotopi di xenon 133 o 135 nel vaso di contenimento del reattore n. 2 della centrale di Fukushima. Xenon 133 e 135 hanno, rispettivamente, tempi di decadimento di 5 e 9 giorni. La loro misurazione, quindi, farebbe pensare al rilascio recente. La Nisa ha fatto sapere che lo Xenon rilevato è forse solo una piccola quantità, frutto anche di un possibile errore di misurazione.

Un processo pericoloso ma limitato

I fattori da tenere in considerazione sono molteplici e anche la prova della presenza di Xenon non è detto possa suggerire che il combustibile parzialmente fuso sia in condizione di criticità con una reazione a catena auto-sostenuta. In altri termini, per la fissione è necessaria la presenza di neutroni che, in questo caso, potrebbero essere stati generati non dal processo di fissione stesso, ma dalla attività di cosiddetti emettitori di neutroni o da reazioni di natura secondaria. Ogni processo fissile nel reattore numero 2, qualora si fosse anche verificato, sarebbe estremamente limitato, secondo la Nisa. L’agenzia ha ribadito che non ci sono state misurazioni anomale di temperature o pressione, mentre l’iniezione di acido borico (che neutralizza i neutroni) è stata decisa e avviata in mattinata «a scopo precauzionale».

fonte : http://info.rsi.ch

One Comment

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.