Statine: un costoso surrogato della vitamina D?

  Negli ultimi decenni, la medicina moderna ha messo in guardia il pubblico perchè evitasse corpose integrazioni di vitamina D, affermando che in dosi elevate può provocare un sovraccarico di calcio, emicranie severe ed altri problemi di salute. Molti ricercatori hanno perseguito lo sviluppo di sostanze analoghe della vitamina D, dotate di molecole similari, che potessero essere brevettate e prive dei presunti effetti collaterali dannosi. Ma ad una seconda analisi, le accuse contro le alte dosi di vitamina D sembrano inconsistenti. Per immaginare quanto assurde siano queste affermazioni, basti pensare che l’esposizione di un’ora al sole estivo di mezzogiorno, a latitudini meridionali, produce 10.000 unità di vitamina D. Ciò perchè la vitamina D è una vitamina/ormone naturale, prodotta nella pelle esposta ai raggi UV-B. Ma la National Academy of Sciences dice che 2000 IU di vitamina D (soli 50 microgrammi o 1/20 milligrammo) rappresentano la soglia massima di sicurezza. Il dott. Reinhold Vieth, dell’università di Toronto, ha indicato conclusivamente che la tossicità della vitamina D non comincia prima delle 40.000 IU (unità internazionali) assunte giornalmente per un periodo di tempo prolungato. Inoltre, il livello ottimale di vitamina D nel sangue è ora stimato situarsi nella gamma di concentrazione di 75-80 nanomoli/litro. Milioni di persone, specialmente coloro che vivono a latitudini nordiche, hanno concentrazioni sanguigne di vitamina D pari a un terzo della concentrazione ottimale.

 

La scarsità di vitamina D viene oggi collegata con l’osteoporosi, il rachitismo, il cancro, alcune patologie autoimmuni (artrite reumatoide, lupus eritematoso, sarcoidosi, fibromialgia), l’elevata pressione sanguigna, l’obesità, la depressione, il diabete, la perdita del tono muscolare conseguente all’invecchiamento e il collasso cardiaco. [Journal Nutrition 136: 1135-39, 2006; 136: 1117-22, 2006] Perchè questo grande sforzo per allontanare il pubblico dalla vitamina D? Ci sono parecchi farmaci che la vitamina D potrebbe potenzialmente sostituire. Una categoria tra questi è stata posta in evidenza, sorprendentemente, in un rapporto recente nel The Lancet, giornale medico britannicoDavid S. Grimes, dell’inglese Blackburn Royal Infirmary, dichiara: “Ci sono molte ragioni per le quali l’ipotesi dieta-cuore-colesterolo dovrebbe essere messa in discussione, e per le quali le statine potrebbero comportarsi in maniera diversa nel ridurre il rischio delle malattie coronariche. Ipotizzo che invece di essere farmaci che abbassano il colesterolo per se, le statine fungano da sostanze simili alla vitamina D (molecolarmente simili) e spiego il perchè. Questa ipotesi si basa sulle osservazioni pubblicate che i benefici clinici inattesi e non spiegati prodotti dalle statine si sono rivelati essere propri anche della vitamina D. 

 

 

  Sembra probabile che le statine attivino i ricettori della vitamina D delle cellule. ‘ [Lancet 368:83 – 86, 2006] Nel recente passato, i ricercatori europei avevano segnalato che un tipo di statina (simvastatin) innalzava i livelli di vitamina D nel plasma sanguigno. [Cas Lek Cesk 133:727 – 29, 1994] Altri ricercatori in Europa hanno segnalato che i pazienti con ipercolesterolemia familiare hanno concentrazioni basse di vitamina D e che una statina (Mevacor) aumenta effettivamente i livelli di vitamina D, abbassando nel contempo i livelli del colesterolo circolante. [Cas Lek Cesk 128:1254 – 56, 1989] Le statine sono state strombazzate come farmaci mirabolanti, con possibili benefici per lo stato delle ossa, la prevenzione della degenerazione maculare, la prevenzione del cancro e di molte altre malattie. La lista delle applicazioni potenziali delle statine ricalca quella della vitamina D. [Lancet 368:83 – 86, 2006] La preoccupazione, ampiamente disseminata ma erronea, che alte dosi di vitamina D siano tossiche, ha ostacolato i fondi per la ricerca. La medicina moderna metterà a disposizione quelli necessari a dimostrare che sta impiegando, da due decenni, un surrogato epatotossico della vitamina D per trattare le malattie cardiache?

fonte : http://disinformazione.it

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