Un energia oscura sta accelerando l’ universo : la scoperta Premio Nobel 2011 + video

AI FISICI AMERICANI

Saul Perlmutter, Brian P. Schmidt e Adam G. Riess il Premio Nobel 2011 per la Fisica. Nel 1998 scoprirono che l’universo sta accelerando la sua espansione, probabilmente a causa di una forza sconosciuta, l’energia oscura, che potrebbe determinare il destino ultimo del cosmo. Ecco la straordinaria storia della loro scoperta.

NEL 1998

Fu definita “la scoperta dell’anno”. Oggi, 4 ottobre 2011, gli americani Saul Perlmutter, Brian P. Schmidt e Adam G. Riess sono stati onorati del Premio Nobel per la Fisica. Con le pioneristiche ricerche cosmologiche compiute dai loro gruppi di ricerca, il “Supernova Cosmology Project” di Perlmutter e Schmidt, e l’High-z Supernova Search Team di Riess, i tre Nobel hanno portato alla luce, poco più di dieci anni fa, quello che è oggi il più grande mistero dell’universo: la sua inaspettata accelerazione.



2012 L’Ultima Profezia -documentario-

Documentario molto interessante integrale in alta definizione.

 

 

 

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

Nasa: tutti i colori del sole con Sdo L’Osservatorio solare fotografa le temperature solari

  (ANSA) – ROMA, 3 OTT – Verde, blu, rosso, marrone, oro: cosi’ le immagini pubblicate oggi dalla NASA mostrano il sole, grazie alle foto del suo osservatorio solare SDO scattate sulle lunghezze d’onda dell’estremo ultravioletto. Le immagini spettacolari sono state catturate il 30 marzo scorso e i falsi colori servono a tracciare il contorno delle differenti temperature dei gas del sole. Il rosso indica temperature ‘basse’, di circa 60.000 gradi Kelvin. Blu e verde indicano invece piu’ di un milione di Kelvin.

 

fonte : http://www.ansa.it

 

 

 

 

Effetto placebo e farmaci: nel cervello si attiva uguale meccanismo

  È una delle questioni più dibattute a livello medico e scientifico.Si tratta del cosiddetto effetto placebo.Da diversi anni, ormai, circolano numerosi studi, che nel corso del tempo hanno cercato di “dare una spiegazione” sulle correlazioni tra la somministrazione di un “placebo” (un’eventuale sostanza senza alcun “principio attivo”),e le “reazioni” da parte del corpo umano, anche a livello psicologico.

Proprio a tal proposito, una possibile “spiegazione” a tale fenomeno potrebbe giungere da una ricerca sviluppata in Italia, e comparsa ultimamente sulla rivista “Nature Medicine”.
E nella fattispecie, lo studio in questione è stato condotto da parte dei ricercatori del dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino.
In base alle ricerche effettuate nel capoluogo piemontese, sarebbero emerse delle importanti novità per quanto riguarda gli “effetti”, a livello di cervello, da parte del cosiddetto placebo.
In particolare, gli studiosi hanno messo in relazione le “reazioni” di diversi soggetti, alla somministrazione sia di farmaci specifici, che di appositi “placebo”.
Ebbene, in base a quanto rilevato, sia un farmaco che il rispettivo placebo, agirebbero, a livellocerebrale, sullo stesso “recettore”.
In poche parole, il “meccanismo” attivato durante la somministrazione di un farmaco vero e proprio, sarebbe pressoché identico a quello che si genera attraverso la somministrazione di un “placebo”.
E tale “effetto” sarebbe stato riscontrato sia per quanto riguarda i farmaci analgesici, che per quelli cosiddetti antinfiammatori.

In poche parole, il placebo seguirebbe lo stesso “processo”, a livello del cervello, effettuato precedentemente dal farmaco, e questo sia per quanto concerne la “cura” del “dolore” (dal farmaco analgesico), sia per quella per contrastare possibili infiammazioni (meccanismo attivato appunto dai farmaci antinfiammatori).
I recettori che vengono attivati, rispettivamente, in questi due casi, sono quelli degli oppioidi (antidolorifici) e degli endocannabinoidi (antinfiammatori): recettori che quindi si “attivano” non solo in presenza di farmaci, ma anche dei rispettivi placebo.

fonte : http://www.yourself.it/

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