Resistenza agli antibiotici, ma siamo circondati da sostanze antimicrobiche

  La parola d’ordine nei convegni sanitari mondiali è ormai solo una ‘resistenza‘, sì, resistenza agliantibiotici.Lo hanno ribadito gli esperti alcongresso mondiale sulle malattie infettive di Chicago (USA).Diversi gli studi presentati al 51° Congresso ICAAC (InterscienceConference on Antimicrobial Agents and Chemotherapy), che vede 9.000 partecipanti, tra cui 6.000 ricercatori.Se non facciamo qualcosa presto perderemo la guerra contro la multi-resistenza agli antibiotici, e questo aprirà la strada alle prossime pandemie“, ha avvertito il dottor Jean Cardet, consulente per l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

 

Quale novità, starete pensando? Nessuna, si sa, ma c’è uno spicchio di resistenza al quale si pensa poco o nulla e non si spendono molte parole a livello di prevenzione.Non basta più, credo, lanciare campagne anche mondiali contro l’uso improprio di antibiotici per bocca o iniettabili, uso improprio che è la causa prima del danno, ma non la sola: probabilmentequesta capacità dei batteri di replicarsi a dispetto dei farmaci èanche da ricercarsi nella diffusione su larghissima scala di agenti antibatterici sotto mentite spoglie di igienizzanti intimi, quelli per il corpo, per le mani e i piedi, per gli ambienti, quelli per lalavatrice per disinfettare gli indumenti, i  vari detergenti casalinghiper ogni superficie, i prodotti veterinari, i  dentifrici, i gel dentali e i saponi.

 

 

  Per esempio, a proposito di dentifrici, è sotto accusa l’antimicrobicoTriclosan, presente in alcune paste dentifricie e nei detergenti ed usato nella prevenzione della placca e dei disturbi gengivali: ebbenesembra che studi di laboratorio evidenzino mutazioni genetiche nei batteri verso gli antibiotici.Batteri resistenti al Triclosan sembrano l’E.Coli, la Salmonella e laListeria.Oggi il Triclosan, secondo quanto rilevato dai Centri statunitensi per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, si trova nelle urine del 75% della popolazione americana.

 

Le cifre in Europa sono probabilmente simili.

E questa valutazione si potrebbe forse fare anche per altri agenti antimicrobici, ormai abusati . Il fisico Stephen Hawking ha detto a proposito degli alieni: «il contatto con la vita aliena potrebbe essere disastroso per la razza umana».E nell’immaginario collettivo l’alieno è simile all’uomo, ma se invece fosse simile ad un batterio e fosse già sulla terra?

 

 

fonte : http://ilserpentedigaleno.blogosfere.it

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