L’ultima frontiera della Cina. Catturare gli asteroidi e farli entrare nell’orbita della Terra

 

Il problema è avvistarli prima possibile, per avere tempo di reagire, e poi capire dove stanno andando per poter calcolare se ci stanno venendo addosso, anche con mesi, se non anni di anticipo. Se la risposta è affermativa, allora dobbiamo difenderci. Non sono né nemici né bestie feroci, ma asteroidi, oggi più che mai sotto le luci della ribalta in campo spazialeC’è chi ci vuole “atterrare” con degli astronauti, seguendo quanto annunciato dal presidente Obama, chi li vuole sfruttare per i minerali di cui sono composti, si parla di trilioni e trilioni di dollari di valore per un asteroide medio, chi ancora li vuole distruggere con un’atomica e chi li vuole prendere al “lazo” e trascinarli fuori rotta di collisione. E questi ultimi sono chiaramente gli Usa, mentre l’Europa, con il progetto Don Chisciotte, prevede di lanciargli contro uno smasher, ossia un proietto pesante e veloce, nel caso ovviamente Sancho Panza, che colpisca come una palla da biliardo, l’asteroide e lo devii. Ma la più recente e interessante proposta è senza ombra di dubbio quella dei cinesi.

 

 

   Un asteroide sta arrivando dritto dritto sulla Terra ? Altro che disgrazia, dicono, benissimo! Deviamolo e facciamolo entrare in orbita attorno al nostro pianeta: avremo a disposizione una seconda, comunque piccola, luna ma anche una miniera appena fuori di casa, sfruttabile senza problemi. Una “cineseria”, neanche per idea, anzi a vari direttori delle agenzie spaziali occidentali sarà venuto da dire “ma perché non ci abbiamo pensato prima noi!”

 

 

 

Il progetto è interessante e prevede di installare delle vele solari che spingano l’asteroide che ci sta arrivando molto, troppo vicino, in una rotta tale che la Terra possa catturarlo e costringerlo, invece che a caderci addosso, a ruotare attorno a noi come la Luna. La novità non è tanto nelle vele spaziali, che sarebbero mosse dalla radiazione solare che le spinge come il vento gonfia quelle delle barche, ma dall’idea di non “distruggere” l’asteroide , su cu lavorano i progetti Usa e Europa, ma di sfruttarlo. Molto interessante insomma anche perché dimostra una sostanziale differenza culturale.

 

 

 

 

 

    Gli asteroidi sono strani corpi solidi con dimensioni e fogge di tutti i generi, dalle centinaia di metri e a forma di manubrio di Itokawa, studiato a fondo dalla Sonda giapponese Hayabusa, ai 500 chilometri e perfettamente rotondi del quasi pianeta Vesta, attorno a cui in questi giorni gira un satellite americano, Dawn, che ci manda stupende immagini e dati anche grazie a due preziosi strumenti costruiti in Italia, Thales Alenia Space e Selex Galileo e pensati dagli astrofisici ed ingegneri italiani. Li si vuole studiare perché sono il “rimasuglio” della miscela iniziale con cui si formò il Sistema solare, e quindi possono parlarci delle nostre più lontane origini 9 di anni fa.

 

Spesso citati dai media in quest’epoca di millenarismi e catastrofi annunciate oramai più frequenti dei cambi di stagione, un minimo , ma veramente minimo , di verità c’è : qualcuno primo o verrà dalle nostre parti. Ma quando ? Quanto grande ? Che danno farà ? Ricordiamoci che parliamo di Universo, dove un milione di anni è un piccolo intervallo di tempo e un sasso da 1 metro fa meno male, ma tanto meno male, di uno da un chilometro di diametro.

 

 

 

 

 

 

    Che il Sistema solare sia un posto pericoloso, anzi lo sia stato molto di più, non è un mistero né occorre essere ingegneri spaziali per saperlo o capirlo. Basta alzare gli occhi alla Luna e guardare quanto butterata è di crateri, piccoli, medi e gradi, se non enormi. Non avendo atmosfera né vegetazione la Luna è un ecosistema in cui ogni micro o grande cratere rimane intatto per l’eternità, come le orme degli astronauti delle varie missioni Apollo di 40 anni fa, che sono ancora lì. Ma Mercurio è egualmente “butterato”, lo sono anche gli asteroidi e ogni corpo solido del Sistema solare. Lo saremmo anche noi, se vegetazione e atmosfera non ripulissero la scena del crimine in poche decine di anni.

 

Tutti i pianeti solidi comunque ci raccontano di un passato in cui gli urti erano estremamente più frequenti, il numero di asteroidi di tutte le dimensioni sarebbe stato infatti centinaia e centinaia di volte superiore. La stessa Luna si ipotizza si sia formata miliardi di anni fa per l’urto fra un corpo della grandezza di Marte e la Terra. Si sarebbe staccato un “pezzo di Terra” sufficientemente grande da formare la Luna. Un po’ come nel film “Rollerblade” i concorrenti ora sopravvissuti sono pochi e possiamo dormire sogni tranquilli, le probabilità che ci arrivi addosso un asteroide di grosse dimensioni sono veramente bassissime, anche se non nulle, e comunque molto diluite nel tempo. Il troppo citato Aphophis, che oggi come oggi è un piccolo puntolino in cielo visto con un buon telescopio, parrebbe voler venire dalle nostre parti, ma rispetto agli anni scorsi in cui si faceva una data fatidica, 13 aprile 2036, per la catastrofe definitiva dello scontro cosmico fra lui e la Terra, oggi siamo ragionevolmente sicuri che la sua rotta sia assai meno pericolosa. 

 

 

  Asteroidi dunque in tutti i programmi spaziali. Che ci resta d’altronde, oggi come oggi, in questo campo che ci possa far sognare? Sulla Luna non interessa più andare. Almeno ufficialmente anche se in realtà ci sono almeno una diecina di satelliti di vari Stati, dagli Usa alla Cina, in programma nei prossimi mesi, per studiare l’interno del nostro satellite e rifare per l’ennesima volta una mappa ancora più precisa del suolo lunare. Marte ? Sempre più lontano, non certo nello spazio, ma nel tempo. Si forse per il 2030 secondo Obama, ma giusto per dire che al momento non capiamo perché andarci, non ci sono i soldi, i problemi sono enormi, manca soprattutto la spinta di passione e desiderio. E poi non è detto che ci vadano le “truppe governative”, potrebbe essere un’industria privata che nel frattempo sta crescendo bene e velocemente in campo spaziale a piantare la bandiera con il proprio logo per prima sul rosso suolo marziano. Certo dovrebbe trovarci un ritorno economico e non è facile. Dovremmo accontentarci per questo decennio di portare al guinzaglio un asteroide o vedere una seconda piccola Luna in cielo piena di robot minatori? Non è poco comunque.

fonte Il Sole 24ore-di Leopoldo Benacchio.

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