Gheddafi vs NWO

Voglio dedicare questo articolo alla magnificenza del popolo libico e del suo leader.

Era la fine di Marzo quando la NATO iniziò il suo piano per impossessarsi della Libia e per uccidere Muammar Gheddafi, un personaggio molto scomodo per il mondo occidentale. Il leader libico aveva infatti in serbo un piano di modernizzazione de liberazione colonica dell’Africa; aveva iniziato finanziando la gran parte di un progetto che prevedeva l’installazione di un satellite per le telecomunicazioni. Questo progetto ha fatto perdere all’Occidente ben 500 milioni di euro (interessi esclusi), infatti erano proprio le nazioni dell’ONU a fornire servizi di telecomunicazione. Gheddafi inoltre era il progettatore e finanziatore delle tre banche africane fondate recentemente. Una era l’AMI, il fondo monetario Africano e le altre erano la Banca Centrale Africana e la Banca Finanziamenti. Ora, come sapete, l’Africa attinge denaro dal FMI, che ne riceve lauti ricavi oltre la resa in schiavitù quasi totale del continente. Aveva intenzione di formare gli Stati Uniti d’Africa, un’organizzazione che racchiudeva tutti gli stati africani che dal quel giorno avrebbero combattuto insieme per rialzarsi, eliminando i residui del colonialismo occidentale; uno studente libico spiega infatti che i popoli occidentali la prima cosa che hanno fatto arrivati in Africa è stata quella di distruggere l’istruzione e dividere in popoli, perché un continente grande come l’Africa unito fa paura a chi lucra con la sua schiavitù.

I libici sono con Gheddafi per via dei privilegi di cui godevano sotto il suo leader: soldi per concepimento,  contributo statale pari alla metà del valore su un acquisto di auto o case, bonus in soldi ogni anno, indennità elevata e affitto gratuito per neo-sposi disoccupati. Il popolo libico ama il suo leader e non tenderà mai la testa di fronte agli invasori occidentali e anche noi dovremmo iniziare a dimostrargli da che parte stiamo, fargli capire che non è solo ma stiamo combattendo la guerra dallo stesso lato.

Colonnello, non mollare!

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