Denaro, debito, prestito, interesse, usura, inflazione ecc., solo i banchieri o gli“economisti ortodossi”sono autorizzati a parlarne? Speriamo di no !
Quanto più i Cittadini saranno“ignoranti” di certi argomenti, tanto più saranno manipolati, controllati e quindi schiavi del potere bancario.
Anche perché quando si parla di denaro è in gioco il sangue e la vita stessa di noi Cittadini e perciò più CI SI INFORMA e più ci si ragiona e meglio è.
Partiamo quindi dal “prestito” che è il nocciolo del problema.
Prestare denaro a interessi significa che chi ha più soldi ne fa ancora di più, senza muovere un dito, a spese di chi ne ha di meno o non ne ha affatto.
Prestare a interesse è usura !
L’usura è vietata dalla religione (per chi ci crede) e anche dalla legge (per chi la rispetta) ma, sotto una certa percentuale di interessi, dalla stessa legge è permessa. Insomma, l’usura è un reato, ma se sei una banca o una società finanziaria autorizzata, e non esageri (sulla base di canoni decisamente discutibili) allora puoi farlo. Un po’ come dire: “Picchiare le persone è reato, ma se sei un picchiatore professionista, e ti limiti ad una bastonata o due, allora puoi farlo.”
Il prestito ad interesse è la causa di tutti i mali della nostra economia: è il male alla base del Signoraggio e della “riserva frazionaria”. Il circolo vizioso che spinge a stampare sempre più soldi per coprire debiti con altri debiti e che, di conseguenza, genera l’inflazione.
L’usura è la vera causa dell’inflazione.
L’usura è anche la ragione per la quale i soldi tendono sempre ad accumularsi nelle mani di poche persone. Oggi le dieci persone più ricche del pianeta detengono un patrimonio pari al P.I.L. della Cina. Continuiamo a permettere l’usura e, un giorno, una singola persona, senza muovere un dito, potrebbe impadronirsi del mondo. Eliminiamo l’usura ed i patrimoni delle persone ricche che non hanno più bisogno di lavorare andranno gradualmente a ridistribuirsi fra la popolazione.
Un prestito di denaro senza interessi sembra un’utopia ma in realtà non c’è alcuna ragione oggettiva per la quale non si potrebbe realizzare, avidità umana a parte.
Pensiamo al mutuo per la prima casa: il Cittadino ha bisogno di soldi per mettersi un tetto sopra la testa, un bene di prima necessità. Lo Stato che è ( o che almeno dovrebbe essere ) al servizio dei Cittadini Sovrani, stampa i soldi dal nulla e glieli presta (comeFIAT MONEY o denaro fiduciario, esattamente come oggi fanno le banche). Il cittadino-mutuatario lavora 20 anni per restituire i soldi allo Stato ma senza pagare interessi. Alla fine del ciclo il cittadino si è comprato una casa pagandola una considerevole percentuale in meno e lo Stato si ritrova con un capitale col quale coprire parte della spesa pubblica e risanare il debito pubblico, senza bisogno di ricorrere alle tasse e/o ad ulteriore indebitamento pubblico. I soldi stampati in questa maniera non creerebbero inflazione perché stampati secondo un criterio preciso e coperti dal valore della casa prima e dal valore prodotto con il lavoro del mutuatario dopo. Anzi, oltre a non creare inflazione costituirebbero un mezzo per controllarla in quanto lo Stato, nel momento in cui torna in possesso dei soldi che ha prestato ai cittadini, se necessario, (cioè per tenere sotto controllo la stabilità dei prezzi) avrebbe anche la facoltà di distruggerli.
Più soldi e meno tasse per tutti, senza generare inflazione. E quasi zero conflitti sociali.
Se questo sembra una follia è solo perché il mondo nel quale ci hanno abituati a vivere è veramente folle. Pensiamo solo al fatto che attualmente tutti noi siamo costretti a farci prestare dalle banche private il denaro che, a pensarci bene, è il “nostro denaro” e sul quale paghiamo pure un interesse al tasso che decidono le stesse banche. Assurdo !!! E ancora più assurdo è il fatto che rischiamo di perdere la nostra casa, che abbiamo dato in garanzia alla banca, nel malaugurato caso che non riusciamo a rendere il prestito usuraio. Questa è follia pura !
I soldi alle aziende potrebbe prestarli sempre lo Stato, magari adottando gli stessi criteri che oggi adottano le banche ma con la differenza che il prestito di soldi emessi dal nulla dovrebbe essere sempre e solo ad interessi zero. Lo Stato emette soldi che appartengono ai cittadini per conto degli stessi e li presta secondo necessità ma senza praticare usura. Quando rientra in possesso del capitale può utilizzarlo per coprire la spesa pubblica o, in caso di inflazione, toglierne dalla circolazione una parte sufficiente ad equilibrare la situazione economica.
Il tutto avverrebbe attraverso delle “SUCCURSALI DEL MINISTERO DEL TESORO” appositamente istituite, nelle quali lavorerebbero le stesse persone oggi impiegate nelle banche commerciali. Le stesse banche commerciali, con una opportuna riforma delle loro funzioni e del loro modus-operandi potrebbero operare con funzioni “pubbliche” e nell’interesse del bene comune.
Il risultato sarebbe l’instaurarsi di un circolo virtuoso che permetterebbe progressivamente di annullare il debito pubblico e di ridurre enormemente le imposte. Con tutti i vantaggi, sociali ed economici, che ne potrebbero derivare.
L’usura genera i debiti, debito pubblico compreso. Quotidianamente i debiti ci costringono al lavoro coatto solo per pagare interessi ad un manipolo di banchieri privati, interessi spesso calcolati su altri interessi.
Se vogliamo abolire la schiavitù… aboliamo l’usura !!!
Come ???
Semplice, riprendiamoci la nostra legittima Sovranità Popolare!
Partendo innanzitutto dalla nostra sospirata Sovranità Monetaria !
Praticamente non ne ha parlato nessuno. Praticamente la ratifica di Camera e Senato è avvenuta all’unanimità. Praticamente stiamo per finire nelle mani di una superpolizia dai poteri pressoché illimitati. Che sulla carta è europea, ma che nei fatti è sotto la supervisione statunitense. Tanto è vero che la sede centrale si trova a Vicenza, la stessa città dove c’è il famigerato Camp Ederle delle truppe USA
Alzi la mano chi sa cos’è il trattato di Velsen. Domanda retorica: nessuno. Eppure in questa piccola città olandese è stato posto in calce un tassello decisivo nel mosaico del nuovo ordine europeo e mondiale. Una tappa del processo di smantellamento della sovranità nazionale, portato avanti di nascosto, nel silenzio tipico dei ladri e delle canaglie.
Il Trattato Eurogendfor venne firmato a Velsen il 18 ottobre 2007 da Francia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo e Italia. L’acronimo sta per Forza di Gendarmeria Europea (EGF): in sostanza è la futura polizia militare d’Europa. E non solo. Per capire esattamente che cos’è, leggiamone qualche passo. I compiti: «condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di indagine penale; assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici» (art. 4). Il raggio d’azione: «EUROGENDFOR potrà essere messa a disposizione dell’Unione Europea (UE), delle Nazioni Unite (ONU), dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche» (art. 5). La sede e la cabina di comando: «la forza di polizia multinazionale a statuto militare composta dal Quartier Generale permanente multinazionale, modulare e proiettabile con sede a Vicenza (Italia). Il ruolo e la struttura del QG permanente, nonché il suo coinvolgimento nelle operazioni saranno approvati dal CIMIN – ovvero – l’Alto Comitato Interministeriale. Costituisce l’organo decisionale che governa EUROGENDFOR» (art. 3).
Ricapitolando: la Gendarmeria europea assume tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi; la Nato, cioè gli Stati Uniti, avranno voce in capitolo nella sua gestione operativa; il nuovo corpo risponde esclusivamente a un comitato interministeriale, composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari. In pratica, significa che avremo per le strade poliziotti veri e propri, che non si limitano a missioni militari, sottoposti alla supervisione di un’organizzazione sovranazionale in mano a una potenza extraeuropea cioè gli Usa, e che, come se non bastasse, è svincolata dal controllo del governo e del parlamento nazionali.
Ma non è finita. L’EGF gode di una totale immunità: inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22); le comunicazioni non possono essere intercettate (art. 23); i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati (art. 28); i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29). Come si evince chiaramente, una serie di privilegi inconcepibili in uno Stato di diritto.
Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia. La legge di ratifica n° 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello. Come ha fatto notare il giornalista che ha scovato la notizia, il freelance Gianni Lannes (uno con due coglioni così, che per le sue inchieste ora gira con la scorta), non soltanto è una vergogna constatare che i nostri parlamentari sanciscano una palese espropriazione di sovranità senza aver neppure letto i 47 articoli che la attestano, ma anche che sia passata inosservata un’anomalia clamorosa. Il quartiere generale europeo è insediato a Vicenza nella caserma dei carabinieri “Chinotto” fin dal 2006. La ratifica è dell’anno scorso. E a Vicenza da decenni ha sede Camp Ederle, a cui nel 2013 si affiancherà la seconda base statunitense al Dal Molin che è una sede dell’Africom, il comando americano per il quadrante mediterraneo-africano.
La deduzione è quasi ovvia: aver scelto proprio Vicenza sta a significare che la Gestapo europea dipende, e alla luce del sole, dal Pentagono. Ogni 25 Aprile i patetici onanisti della memoria si scannano sul fascismo e sull’antifascismo, mentre oggi serve un’altra Liberazione: da questa Europa e dal suo padrone, gli Stati Uniti.

www.ilribelle.com